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Crescere nel futuro

Crescere nel futuro

«Mamma, posso tornare piccolo?» «Ma come, Michele, non volevi diventare grande in fretta?» «Sì… però questa scuola dei piccoli è troppo bella!»

 

A pochi chilometri da casa si inaugura una nuova Scuola dell’infanzia con nido integrato e la famiglia Emme decide di andare a visitarla. È una struttura all’avanguardia, pensata per accogliere bambine e bambini in un ambiente luminoso e accogliente e costruita con particolare attenzione per la sostenibilità ambientale ed energetica.

 

«Ho due colleghe che stanno per diventare mamme. Come puoi immaginare, Michele, pensano già ai prossimi anni, al futuro…» «E perché noi siamo venuti a vedere questa scuola, mamma? Io sono già grande!» «Le mie amiche mi hanno detto che questo nuovo edificio di Nove è all’avanguardia per tanti aspetti. Anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Siccome sanno che mi occupo anche di questi temi, me ne hanno parlato e, incuriosita, ho voluto visitarlo.» «Ho capito, mamma… e cosa ne pensi?» «Beh, Michele, devo dire che ogni dettaglio è estremamente curato, a partire dal modo in cui l’edificio è inserito nel contesto. Ma questo è solo il primo aspetto da tenere in considerazione… importante è anche il ciclo di vita.» «Il ciclo di vita?! Cos’è, mamma?» «Chi progetta e costruisce la scuola deve pensare al suo futuro, a quando sarà “anziana”, un po’ stanca e meno forte di oggi.» «E quando pensano alla scuola anziana, cosa si immaginano?» «Immaginano che costruire non vuol dire occupare spazio, ma rispettare un luogo. Ricordarsi che quando si dovrà sostituire questo edificio, tra tanti anni, ogni operazione dovrà essere il più facile possibile e rispettare l’ambiente, come lo si rispetta mentre l’edificio è in costruzione… o in piena attività.» «E allora cosa fanno?» «I progettisti e l’impresa edile hanno deciso di creare una struttura che sia sicura e leggera al tempo stesso: il calcestruzzo armato per rispondere alle sollecitazioni di un possibile terremoto, il legno per la sostenibilità e la flessibilità di un materiale così naturale. Un principio che ha guidato la progettazione è la disassemblabilità.» «Dis… disa…. Uffa, mamma, che parola difficile!» «Una parola un po’ difficile, per un’idea molto chiara: sono stati utilizzati materiali ecocompatibili e facilmente smaltibili. “Costruire leggero” vuol dire anche ridurre i rifiuti in cantiere e quando la scuola viene dismessa, nel rispetto dell’ambiente.»

 

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«La mamma ti parla giustamente del futuro, Michele. E cosa c’è di più importante del futuro, quando si costruisce per la vita dei bambini e di chi ha l’importante ruolo di educarli?» «Hai ragione, nonno, a me piace andare a scuola per imparare con gli amici… ma anche perché è bella!» «E questa scuola è davvero molto bella e funzionale.» «Funzionale? Vuol dire che funziona?! Come una macchina?» «Ah ah ah, caro Michele. Sì, funziona, la scuola, perché risponde alla decisione condivisa dagli stati europei di costruire edifici pubblici ad energia quasi zero, riducendo al minimo i costi di costruzione e gestione. Come puoi vedere, la ecocompatibilità dei materiali e l’alta efficienza energetica significa anche bellezza e luce. La scuola ha 6 aule, pensate per ospitare fino a 150 bambini, con un ampio spazio di fronte ad ognuna di esse: un naturale prolungamento degli spazi interni… con un giardino per incontrarsi, giocare e imparare insieme.»

 

«Sai, Michele, visitando questa scuola anch’io vorrei tornare bambino per un giorno…»

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