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Una meta perfetta…

Una meta perfetta…

«Papà, mamma, sapete che nel rugby per andare avanti si deve passare la palla indietro? Me l’ha detto un mio amico al mare…» «Il tuo amico ha ragione, Michele. Che ne dici di andare a provare a giocare in uno stadio bellissimo?»

 

La Famiglia Emme è appena tornata dalla sua vacanza al mare. Il piccolo Michele, con la sua fantasia, ha coinvolto in mille attività gli amici, vecchi e nuovi. E come sempre, torna a casa con una nuova curiosità da soddisfare: capire come si giochi a rugby. Papà Mario da bambino aveva praticato questo sport per qualche anno ed è ancora appassionato della “palla ovale”, per cui sa bene che a Schio c’è uno stadio costruito di recente, bello e funzionale… la meta perfetta per una gita all’aria aperta.

 

«Devi sapere, Michele, che lo stadio è stato dedicato a Nelson Mandela, un uomo che ha lottato, con forza e coraggio per la pace, la giustizia e fratellanza nel suo Paese, il Sudafrica.» «E perché hanno dedicato uno stadio proprio a lui?» «Perché era un grande appassionato di rugby. Dopo tanti anni di carcere, la sua liberazione fu il segnale di un cambiamento storico – e infatti poco dopo divenne Presidente della Repubblica. L’anno successivo, era il 1995, si svolsero il Campionati Mondiali di Rugby proprio in Sudafrica e lui chiese alla Nazionale di vincere in nome della libertà e dell’amicizia tra tutti i cittadini sudafricani, come esempio di pace per i popoli del mondo.» «E il Sudafrica vinse, papà?» «Sì, Michele! E per non dimenticare la lotta di quell’uomo e ciò che significa per tutti noi, a Schio hanno deciso di dedicargli il nuovo stadio. Una struttura moderna, con tutti i comfort per i giocatori e gli spettatori, immersa nel verde.» «Che bello!»

 

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«Davvero bello, Mario, sono d’accordo con Michele.» «Una bellezza che deriva, Marianna, dall’attenzione per il contesto topografico e ambientale: lo stadio infatti è stato costruito in modo tale da rispettare la conformazione del territorio di Schio, inserendosi in esso in modo assolutamente armonico. Inoltre, gli ampi parcheggi destinati ad automobili e autobus, sono stati accompagnati dalla piantumazione di alberi congrui con la situazione climatica di queste zone: ontani, frassini, salici…» «Ci sono un sacco di biciclette, Mario!» «Sì, Marlene, sapevo che non ti sarebbe sfuggito questo aspetto. Lungo la via ciclopedonabile sono collocabili fino a 290 bici, perché chi ama uno sport come il rugby spesso ama muoversi in modo sostenibile.»

 

«Mi sembra molto elegante anche dal punto di vista architettonico, papà.» «Sì, Manuela. Godere dello sport, in modo attivo o da spettatori, è ancora più bello se le strutture sono curate in ogni dettaglio. Ci sono tutti gli ambienti necessari per ospitare gare di livello nazionale ed internazionale: ampi spogliatoi e servizi per i giocatori, una palestra che può essere utilizzata anche dalla cittadinanza, locali tecnici ed una sala predisposta per le conferenze stampa, locali per festeggiare tutti insieme e godersi il cosiddetto “terzo tempo”. Insomma, si tratta di un luogo aperto a tutti, come “aperto” e ricco di valori è il rugby. Non a caso, oltre ai campionati e alle partite ufficiali qui si sviluppano progetti di rugby educativo, per insegnare la condivisione e lo spirito di squadra attraverso il gioco anche ai ragazzi giovani e giovanissimi, come voi. E per noi ‘vecchi’ appassionati, è un vero piacere vedere una bella partita... Si tratta di una struttura dal valore che trascende il fatto sportivo e che farà sicuramente crescere ancora di più la passione per il rugby in tutto l’Alto Vicentino… e non solo. Ma adesso, Michele, prova a giocare con Manuela e Marlene. Vedrai che ti divertirai e non ti sembrerà poi così strano passare la palla indietro per andare avanti…» «E stasera mi racconti ancora di Nelson Mandela, papà?» «Certo, Michele, la storia di Madiba la racconto sempre volentieri… «Madiba?!? «Poi ti spiego anche questo. Ma ora va’, corri e divertiti!»

Una meta perfetta…
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