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Una scuola per il futuro

Una scuola per il futuro

«Papà, ho fatto la video conferenza con la mia amica Miriam!» «Bravo, Michele! E cosa ti ha raccontato?» «Miriam fa i compiti che le mandano le maestre, gioca con il suo fratellino… e non vede l’ora di tornare nella sua scuola. È nuova e molto bella. Posso fartela vedere in internet?» «Certo! Chiamiamo anche la mamma e Manuela…»

La mamma in smart working, il papà che fa corsi di aggiornamento online e legge i romanzi lasciati sul comodino, Manuela che segue le lezioni universitarie in remoto e prepara i suoi prossimi esami, Michele che riceve e invia i compiti per casa alle maestre… Non si può certo dire che la Famiglia Emme non si dia da fare, in questi giorni! Tutti si sono ambientati nella nuova situazione. I ragazzi, poi! Nativi digitali, non hanno alcuna difficoltà a sentirsi e scambiarsi racconti e fantasie con gli amici, in attesa di reincontrarsi. Michele sente spesso Miriam, che abita poco distante, a Nove. Anche lei fa le elementari e da poco va nella nuova sede della sua scuola. Una grande novità per tutto il paese, che vede completato il progetto di un polo didattico che unisce scuola dell’infanzia, nido ed elementari.

«C’è una palestra molto bella, dove si può giocare e fare sport. E ci sono i laboratori per studiare scienze e informatica… e aule grandi e luminose!»

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«Miriam mi ha detto che hanno una palestra molto bella, dove possono giocare e fare sport. E ci sono i laboratori per studiare scienze e informatica… e aule grandi e luminose!» «Sembri entusiasta come se ci andassi tu, Michele!» «Sono molto felice per la mia amica e i suoi compagni. Tornare a scuola sarà ancora più bello, per tutti loro.» «Ed è molto bello che tu provi gioia per gli altri bambini, Michele. Bravo!» «Mi ha detto Miriam che non vede l’ora di farmi vedere la sua nuova scuola. Possiamo andarci in bicicletta, mamma?» «Certo! Sarà una delle nostre prime gite. Magari seguendo il corso del fiume Brenta…» «Uauh, super!»

«La scuola è, non solo metaforicamente, il futuro del paese. Di ogni paese. Realizzare l’edificio che ospita questo germoglio di futuro con attenzione e rispetto per persone e ambiente è fondamentale.»

«Mamma, sentivo che stavate parlando della scuola di Nove. Mi hanno detto che è un edificio ben progettato e costruito, perfetto per la vita quotidiana di bambini e insegnanti.» «È così, Manuela. La scuola è, non solo metaforicamente, il futuro del paese. Di ogni paese. Realizzare l’edificio che ospita questo germoglio di futuro con attenzione e rispetto per persone e ambiente è fondamentale.» «Anch’io ho amici e compagni di università a Nove, con fratelli e sorelle che frequentano il nido o le elementari. E proprio sull’idea di polo didattico mi hanno fatto un’osservazione interessante: l’edificio delle elementari è stato pensato per essere al tempo stesso indipendente e in grado di inserirsi organicamente nell’architettura del nuovo complesso. Tra la scuola elementare e la scuola dell’infanzia con nido integrato, c’è la palestra di cui mi sembra parlasse Michele, che fa da elemento di congiunzione ed è utilizzabile da tutti gli studenti e le studentesse. La scuola è disposta su due piani fuori terra e un piano interrato. Può ospitare fino a 300 bambinI! Ha 12 aule didattiche, 6 laboratori, la mensa, la biblioteca, l’archivio, la sala insegnanti e l’ufficio direzione. I bambini, con i loro insegnanti, si incontrano in spazi di aggregazione come l’atrio multifunzionale e gli spazi esterni. Qui possono creare orti didattici, coltivare fiori e piante.»

«Marianna, prima parlavi di rispetto dell’ambiente e delle persone…» «Sì, il nuovo polo scolastico segue i dettami dell’architettura sostenibile, Mario. Inoltre, si caratterizza per la flessibilità di utilizzo degli spazi ed è stato costruito seguendo i più rigorosi criteri antisismici.» «Davvero un bel progetto… Sono curioso di vederlo dal vivo.  Ah, sapete come si chiama la scuola, ragazzi?» «Mmm… no, come?» «Alessandro Manzoni. È intitolata al grande scrittore, autore de I Promessi Sposi. Stasera vorrei leggervi alcune pagine di quel romanzo… si parla della guarigione da una malattia. Dell’ottimismo che si riprende i cuori di tutti. E di una storia d’amore tra due ragazzi che può finalmente sbocciare. Costruire per la vita delle persone, creare e leggere storie hanno questo, in comune: ci aiutano a conoscere ed essere consapevoli delle difficoltà ma anche a vedere oltre, essere ottimisti e cogliere le sfide con coraggio, collaborare ed essere uniti per trovare soluzioni. Dai, facciamo una videochiamata con Miriam e nonno Mimmo, così ascoltano anche loro la nostra lettura!» «Sììì!»

Una scuola per il futuro
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