«Mamma, mi è apparso sui social il ricordo di quando andammo a visitare quella splendida villa a Belluno…» «Villa Alpago, a Sossai! È un luogo che mi è rimasto nel cuore… la presenza solenne delle montagne sullo sfondo, gli affreschi recuperati e quella bella corte… il Cortivo…»
«Il Cortivo Grant, mamma!» «Brava, Manuela, che memoria!» «Già, la memoria… sai, è uno dei valori che più mi sono rimasti dentro, dopo quella gita a Sossai.» «Ti capisco, Manuela. È il primo pensiero di fronte alle storie che un palazzo così antico custodisce e ci lascia immaginare – si parla del XVII secolo, ma già prima era presente un edificio in quello stesso luogo.» «È vero mamma, ma mi riferisco anche ai suoi nuovi ospiti.» «Oh, capisco bene a cosa ti riferisci! Già, credo che dare nuova vita ad un patrimonio così importante adibendolo a residenze per le persone più anziane sia stata un’ottima idea. In fondo, arte e storia sono esperienze… un continuo stratificarsi di episodi, emozioni, vissuti differenti. Era meraviglioso fermarsi nel cortile ad osservare la villa e pensare che quelle pareti, quelle stanze, quegli affreschi accomunassero persone così distanti nel tempo. Dal capostipite del casato nobiliare degli Alpago, Endrighetto del Binagio, che visse nel XV secolo, fino ai nuovi residenti…» «Passando per le tante persone di Belluno e non solo, per le quali quell’edificio, nelle sue alterne fortune, rappresenta un compagno silenzioso e fedele. Un riferimento di grande suggestione, nel paesaggio quotidiano.»

«Un riferimento che da pochi anni si può tornare ad ammirare ed è animato dalle vite, ricche di memoria, dei suoi ospiti. Se non ricordo male, Villa Alpago comprende ben nove alloggi su tre piani e un sottotetto, ma al suo interno sono stati recuperati anche degli ambienti destinati all’uso comune – una sala da pranzo, una sala lettura… spazi di relazione fondamentali per vivere davvero bene.» «E poi gli affreschi nelle sale interne… che belli, mamma!» «Vero. E sono stati restaurati benissimo. Anche Michele ne fu colpito. Tutto preso com’era dalla natura e dal paesaggio prealpino, quando entrò rimase a bocca aperta. Non si aspettava di vedere quei colori, quei capolavori antichi… le storie che, senza parole, gli raccontavano.» «Sai che forse la sua passione per gli albi illustrati nacque proprio grazie a quell’incontro?» «Non mi stupisce, mamma. Venezia, la Lega di Cambrai… pensa a quanta Storia ci può essere anche in una villa meno conosciuta.»
«Siamo fortunati ad avere attorno a noi così tanta bellezza, in Italia. Ecco, il mio proposito per l’anno nuovo sarà questo, mamma: ricordarmi della bellezza che vive in ogni cosa – natura o creazione umana che sia – e prendermene cura. È un po’ come “restaurare il futuro”, no? Permettere a chi viene dopo di noi di avere la nostra stessa fortuna.» «Sono molto d’accordo con te, Manuela. È una bellissima immagine e mi piace che mi parli di futuro. Credo ti darò una mano, in questo tuo ottimo proposito… viaggio dopo viaggio.»